Vini Siciliani

vite grappolo d'uvaFino a qualche anno fa era usanza tipica dei siciliani quella di piantare davanti all’uscio di casa una vite (a preula). Si credeva che questa avesse capacità apotropaiche, teneva lontane le influenze negative. Di fatto la vite è una pianta dalle qualità straordinarie, è capace di sopravvivere a lungo e di uscire indenne da situazioni catastrofiche come ci ricorda la scena dell’incendio del film “Il profumo del mosto selvatico”. I magnifici frutti delle viti, i grappoli d’uva tinti d’oro e di rubino hanno accompagnato l’uomo nel cammino attraverso  il tempo. I più grandi artisti ne sono stati stregati fino a dedicargli sonate, Omero nella sua opera, l’Odissea, lo rende fonte di salvezza per Ulisse prigioniero del gigante Polifemo.

Nettare degli dei, bevanda eletta a sugellare i momenti felici della vita di ognuno. Fare il vino oltre che un’arte sopraffina rappresenta la tradizione popolare, le radici, la convivialità dei banchetti romani e di oggi. La vendemmia è una festa, un rito antico in cui la gente si riunisce per la raccolta, in cui si fa a gara, ci si sfida a raccogliere grappoli in quantità, e la pigiatura dell’uva diventa una danza.

La viticoltura ha origini antichissime, lo testimoniano testi come la Bibbia, il vasellame greco, in cui gli uomini mescevano il vino con l’acqua, e manufatti e mosaici romani.

E’ a  Dioniso che si attribuisce l’invenzione meravigliosa del vino, fonte di letizia e di entusiasmo, ispiratore della creatività, consolatore delle afflizioni. L’arte drammatica, il canto, la danza, espressioni dell’allegria vennero attribuite a Bacco (per i romani) ispiratore persino di profeti ed indovini.

Il vino siciliano ha deliziato i palati di un tempo ed ancora oggi come allora continua a regalarci un caleidoscopio di emozioni a cui l’uomo non vuole e non può rinunciare.